Il tiro in movimento è spesso considerato un’abilità di tiro avanzata. Le classiche lezioni di tiro difensivo raramente trattano il tiro in movimento in modo realistico. L’approccio comune prevede che uno o più tiratori camminino lentamente verso il bersaglio da colpire. Realisticamente parlando questo è il primo problema, poiché camminare con disinvoltura verso una minaccia sarebbe una tattica assurda nella maggior parte delle circostanze, a differenza dello spostamento laterale che invece potrebbe essere più plausibile.
Nel corso degli anni, a seguito di numerose analisi e studi su centinaia di video di conflitti a fuoco, quello che si evince, invece, è che, la necessità di sparare mentre ci si muove risulta essere più marginale di quanto si pensi.
Pur essendo certo che, quando si comincia a sparare nessuno resta fermo, il movimento che vediamo non è affatto simile a quello svolto nella maggior parte dei corsi di addestramento.
In tutti i video reali analizzati, la maggior parte dei partecipanti si muove rapidamente ma, pochi sparano mentre si muovono e quelli che lo fanno, prevalentemente lo fanno all’impazzata, con una sola mano, correndo freneticamente verso un riparo o un’uscita, spesso in preda al panico.
Da ciò, si può comprendere che: le persone sicuramente si muovono ma, se sparano, mentre lo fanno, quasi mai colpiscono il bersaglio.
Sparare in movimento è una tecnica che, solo chi è adeguatamente addestrato può utilizzare in maniera fattiva.
Molti istruttori tattici sostengono che sparare in movimento ha un’utilità limitata e, che sia più valido spostarsi verso un riparo per poi sparare. Ciò è giusto ma, va tenuto presente che, in certe situazioni, sparare mentre ci si muove può essere utile nonostante tutto.
La ragione più ovvia per cui ci si muove durante uno scontro a fuoco è ridurre la probabilità di essere colpiti. In molti casi la tecnica che viene spesso insegnata prevede l’esecuzione di uno o due passi laterali, per poi sparare da una posizione stazionaria. Sebbene questa procedura nella realtà sia stata utilizzata occasionalmente, viene insegnata spesso, non tanto per i suoi benefici, ma perché è facile da spiegare in classi composte da più tiratori in linea che devono muoversi contemporaneamente. Un semplice passo laterale è anche più facile da realizzare per uno studente meno esperto rispetto al muoversi lateralmente di continuo.
Il problema è che nel mondo reale le persone, per poter raggiungere un riparo sicuro, si muovono costantemente in tutte le direzioni e non limitandosi a spostarsi lateralmente. Motivo per il quale, essere capaci di sparare in movimento, in alcune circostanze può risultare vantaggioso rispetto al passo laterale o a sparare da fermi.
Gli scenari in cui la priorità è correre il più velocemente possibile per mettersi al riparo sono molto comuni ed evitare di farsi colpire prevale sull’esecuzione di tiri contro l’avversario. Spostarsi per coprirsi e poi sparare ha molti vantaggi in molte circostanze. Il movimento esplosivo verso la copertura è una tecnica per cui vale la pena allenarsi, ma l’ovvio compromesso è che più velocemente ci si muove, meno si sarà capaci di colpire. Di qui il principio: “E’ la circostanza a determinare la tattica.”
Se, però, risulta necessario utilizzare questa tecnica, la chiave per eseguirla correttamente consiste nell’abbassare il centro di gravità del corpo e muoversi con il minor rimbalzo possibile nell’andatura. Ad esempio, come si cammina naturalmente quando si porta una tazza di liquido bollente quasi traboccante.
Fai un passo di lato mentre fai questo? No, provoca troppi rimbalzi. Allo stesso modo, corri velocemente? Ovviamente no.
Piuttosto, tendi ad abbassare il tuo baricentro e a camminare dolcemente in avanti, atterrando sulla parte posteriore dei tuoi piedi. Ebbene sì! Camminare in avanti è l’unica tecnica che facilita questo movimento stabilizzato.
Concludendo, arrivare rapidamente al riparo è la tattica più probabile da impiegare in uno scontro a fuoco ma, sapere come sparare in modo efficace mentre ci si muove è sicuramente utile seppur più difficile.